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CHI HA INVENTATO ISRAELE ?

Le potenze occidentali dicono che Israele è uno stato che deve esistere e va difeso. Perché ?

Perché Israele, comparso da meno di 60 anni, è così potente ? Perché dobbiamo accettare la sua imposizione e non si dice mai la verità ?

La verità è che l’impero inglese, nel corso del 1800, nel quadro di conquista e spartizione del mondo, voleva impadronirsi anche delle colonie africane della Francia.

Inventò uno stato da realizzarsi nel centro Africa (circa l’attuale Uganda) in quanto zona più strategica. Per nascondere la sua mira di conquista, ha inventato la scusa di dare una terra agli ebrei. Tramite gli ebrei, inoltre, avrebbe risolto il problema della capacità di tenere la conquista, cioè, la popolazione che avrebbe invaso il territorio colonizzato dopo la supremazia militare.

Tale stato doveva realizzarsi con la deportazione di ebrei, “convinti” della terra promessa. “Convinti” perché spesso si è ricorso al metodo di obbligare con metodi spicci la gente ebraica ad emigrare per forza.

Il piano inglese di installare lo stato ebraico-israele in Africa in funzione antifrancese non riuscì.

L’Inghilterra per conquistare nuove colonie ripiegò sul vicino oriente, Palestina, Libano, Siria, ecc., posseduto dall’impero Ottomano che occupava tutto il Mediterraneo orientale; dai Balcani, dalla Turchia, per tutto l’Oriente, fino all’Egitto e la Libia.

Nei primi anni del 1900, l’Inghilterra organizzò l’emigrazione ebraica formando colonie nel territorio dei palestinesi, i quali venivano cacciati dalla loro terra con la forza e la violenza.

Tramite le colonie ebraiche, l’Inghilterra destabilizzò la Turchia la quale perse tutte le colonie nel 1918 all’esito della fine della prima guerra imperialista.

Nel frattempo, rispetto al 1880, si valorizzò l’utilità del petrolio, risorsa esistente nei paesi circostanti la Palestina la quale rivestiva, quindi, non solo un nodo strategico – militare, ma anche strategico – economico.

Dalla Palestina, infatti, si controlla tutta la zona e le comunicazioni che vanno dalla Turchia alla Penisola Arabica, dall’Egitto al Caucaso (Russia), da Cipro all’Iran.

E si controllano i maggiori giacimenti di petrolio al mondo: La Libia, l’Iran, l’Iraq, l’Arabia. Nonché quelli di molti minerali tra cui l’uranio della Cecenia.

Ricordiamo che anche da Israele sono partiti gli aerei per  bombardare l’Irak e le minacce di farlo all’Iran.

Oggi, La Palestina ed il vicino Oriente è ancor più strategico in quanto è una postazione da cui controllare i traffici ed i commerci dell’Oriente, e, precisamente,  le comunicazioni di Russia, Cina e India, potenze emergenti e concorrenti dell’impero anglo-americano ed europeo.

Invero, la Palestina ed i paesi limitrofi permetterebbero a Russia, Cina ed India di accedere alle comunicazioni, esportazioni di merci ed ai mercati dell’Europa, nonché all’approvvigionamento delle risorse dell’Africa, direttamente e tramite il Mediterraneo, il canale di Suez, la Turchia con lo stretto di Istanbul. E ciò unendo il Pacifico e l’oceano Indiano con il Mediterraneo e senza aggirare interi continenti.

L’ennesima aggressione di Israele al Libano degli ultimi tempi si spiega con questi motivi: sia di ostacolare gli imperi concorrenti, sia  di allargare la zona occupata nel 1900.

L’attuale stato di Israele risulta inferiore alle esigenze di conquista della potenza anglo americana alla quale occorrono altre zone strategiche oltre quella palestinese già colonizzata. Lo scopo dell’impero anglo statunitense è quello di occupare e conquistare tutta la zona che va dal fiume Nilo in Egitto al fiume Eufrate in Persia.

Per questo lo stato ebraico-Israele ha invaso il Libano già altre volte e sferrato aggressioni per trenta volte in cinquant’anni.

Per tali motivi Inghilterra, U.S.A. e Stati occidentali organizzano ulteriori migrazioni di ebrei in Palestina al fine di aumentare la capacità di conquista. Ecco perché il governo ebraico ha chiesto – anche all’Italia, – 2.500.000 di nuovi coloni ebrei che devono occupare altre zone palestinesi. Lo stesso Sharon, nella sua ultima visita in Italia, ha auspicato agli ebrei che dai paesi del mondo vi sia una pronta loro emigrazione in Palestina.

La maggior parte di palestinesi è stata cacciata via dalla loro terra e rinchiusa nei campi profughi, veri e propri campi di sterminio.

In pochi mesi, dal 1942, le milizie ebraiche hanno raso al suolo centinaia di villaggi palestinesi ed ucciso altrettanta popolazione. I palestinesi sfuggiti al massacro – circa un milione di persone – è stato rinchiuso in 57 campi profughi creati nei paesi confinanti quali il Libano, la Siria, la Giordania e Gaza.

I palestinesi non ancora espulsi sono stati lasciati in Palestina solo perché adibiti a lavori umili, pesanti, e dequalificati. In pratica, vengono lasciati vivi solo perché ad Israele serve manodopera a basso costo. Quando questa esigenza non ci sarà più, i palestinesi potranno essere sterminati tutti. Ecco perché da un lato è stato costruito il muro della vergogna di Gaza e dall’altro è stato vietato ai palestinesi di accedere al mare: rimanendo chiusi, i palestinesi non avranno scampo: sarà una mattanza.

Le espulsioni di massa e lo stermino della popolazione sono tecniche usate da tutti i conquistatori. Lo facevano i romani nella costruzione del loro impero, lo hanno fatto gli spagnoli in America Latina, lo fanno adesso gli inglesi e statunitensi. E’ l’idea stessa di colonizzare, di conquistare risorse e capitali altrui che fa scaturire la soppressione di un popolo.

Pertanto, Israele non è uno stato che assolve al compito di dare una terra ad una razza religiosa vagante e perseguitata nel mondo.

No. Israele risponde ad un’esigenza e ad un’azione imperialista qual è una base militare. Israele  è una caserma militare a cielo aperto, creata ed utilizzata dalle potenze occidentali (USA e Inghilterra in primis) contro altre potenze concorrenti e, soprattutto, contro le popolazioni arabe, per assoggettare i lavoratori da spremere come schiavi, e per appropriarsi delle loro risorse, specie del petrolio.

Israele costituisce l’arma in favore dei tiranni di sfruttamento, di repressione e di usurpazione della povera gente.

Ecco perché non potrà mai esistere giustizia, né pace, finché esisterà Israele.

(n. 10 / dicembre 2006).

                                                           Associazione Salento. Che fare ?

 

Scritto da Giovanni De Francesco. Pubblicato in Generale

Commenti (1)

  • 29 aprile 2012 a 17:44 |

    cari compagni,io sono anti-sionista,e concordo con quanto scritto sopra…le bande paramilitari e terroriste “irgurn” e “stern”si resero fautrici della diaspora palestinese…ciao a tutti

    danko—–roma

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