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Referendum (S)costituzionale del 4 Dicembre 2016

Fin dalla sua creazione, le norme della Costituzione italiana non sono tutte uguali ma si dividono in due tipi: norme precettive e norme programmatiche.

Le norme precettive sono effettive, di immediata applicazione e comando.

Quelle programmatiche sono solo ideali, dettate per uno scopo futuro per una eventuale loro applicazione (fumo).

Sono norme precettive, per esempio, la libertà di impresa, la proprietà privata, l’obbligo di pagare le tasse, i poteri dei politici.

Sono norme programmatiche, per esempio, l’uguaglianza davanti alla legge, il diritto al lavoro, il diritto alla salute, il diritto di sciopero, la libertà di pensiero.

Ecco perché fino al 1967 era previsto come reato solo l’adulterio della moglie e non del marito fino al 1967.

Ecco perché i cittadini non hanno diritto ad avere un lavoro (e se ce l’hanno, l’imprenditore può licenziarli per sua libertà).

Ecco perché i cittadini che abitano vicino ad una industria inquinante e nociva (come l’Ilva di Taranto) non hanno diritto alla salute perché è predominante la libertà di impresa.

Ecco perché il reato di sciopero, previsto dal codice fascista, non è stato mai abolito (e tutti i partiti e sindacati si rifiutano di abolirlo).

Ecco perché protestare contro un’ingiustizia è reato (ci sono almeno 18.000 lavoratori denunciati perché manifestavano per le loro condizioni lavorative; ci sono 1.000 abitanti della Val di Susa denunciati perché manifestavano contro lo scempio del territorio).

In pratica, la nostra Costituzione ha previsto sin dall’origine una differenza di diritti: quelli in favore dei potenti sono diritti veri; quelli in favore dei cittadini sono diritti fumosi, inconsistenti, impalpabili.

Ed in questi termini la Costituzione è stata sempre applicata, tutta e  completamente.

Quindi, la Costituzione va sicuramente modificata, ma nel senso di rendere concreti ed effettivi i diritti previsti in favore dei cittadini, rendendo tutte le norme precettive.

In circa 70 anni di vigore, nessuno ha mai proposto simile modifica ed oggi, davanti alla debolezza dei cittadini, i potenti vogliono modificarla, ma a loro favore.

La parte della Costituzione che vogliono cambiare con il referendum del 4 dicembre 2016 è quella che riguarda il potere di chi governa (in Italia ed in Europa) e non dei cittadini.

In pratica, da un lato aumenterà la forza di chi comanda, dall’altro saranno annullati i mezzi che possono contrastare il potere del governatore. Per ottenere la famosa governabilità e stabilità (come nelle dittature).

Impediamo che ciò avvenga ed il 4 dicembre votiamo NO al dispotismo.

Consapevoli, però, che il giorno dopo dobbiamo promuovere la modifica della Costituzione in favore dei cittadini, dei lavoratori e delle nostre libertà.

Associazione  Salento: Che fare ?

 

Scritto da SalentoCheFare. Pubblicato in Generale

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